Guardando avanti: l’economia dopo il CORE

Avendo completato il vostro primo corso di economia, vi state probabilmente chiedendo: e ora? Se siete studenti, cercheremo di spiegarvi il rapporto tra il testo L’economia e altri approcci che potrete incontrare. Se siete docenti, questo paragrafo vi sarà comunque utile a collocare l’approccio all’economia del CORE nel giusto contesto.

L’economia è un’introduzione a ciò che consideriamo essere il meglio di ciò che gli economisti sanno in questo momento. O forse dovremmo dire che “pensano di sapere”, visto che, come in ogni tempo, anche oggi la scienza economica è in fase di continuo cambiamento.

Nel 1848, John Stuart Mill pubblicò i suoi Principi di economia politica, il primo grande manuale di economia. Esso fu il testo di riferimento per la comunità accademica anglofona fino al momento in cui, 42 anni dopo, venne soppiantato dai Principi di economia di Alfred Marshall. I lettori del testo di Mill si saranno sentiti forse rassicurati nel leggere che

Fortunatamente, non c’è niente nella teoria del valore [nella microeconomia] che ancora necessita di essere chiarito da parte di autori presenti o futuri; su questo punto la teoria è completa.

Nessun testo di economia oggi potrebbe realisticamente permettersi di fare un’affermazione simile. La nostra comprensione della realtà economica è in costante cambiamento.

Un esempio a questo riguardo, è la trasformazione subita dalla scienza economica per opera di tre grandi pensatori che si formarono nella prima parte del secolo scorso e che abbiamo già incontrato. Nel 1936, durante la Grande Depressione, John Maynard Keynes introdusse la nozione di domanda aggregata e considerandone le sue determinanti spiegò perché l’economia capistalista poteva sperimentare persistenti periodi di elevata disoccupazione. Passarno solo 12 anni e la domanda aggregata diventò uno dei concetti centrali del testo introduttivo di economia scritto da Paul Samuelson, che rapidamente soppiantò i Principi di Marshall, diventando lo standard per chiunque aspirasse a intraprendere la professione di economista.

Friedrich von Hayek, un altro grande economista, introdusse l’idea che del mercato come sistema di elaborazione dell’informazione. Nel suo articolo più famoso, pubblicato nel 1945, sosteneva che i sistemi e le organizzazioni economiche dovessero essere giudicati per la loro capacità di utilizzare l’informazione rilevante dal punto di vista economico disponibile ad alcuni ma non a tutti gli attori dell’economia. Von Hayek sottolineava che il governo non ha la capacità di accedere a tutta l’informazione necessaria per pianificare un’economia dal centro. Questa sua idea che l’informazione fosse incompleta e distribuita in modo asimmetrico, divenne in seguito il fondamento della teoria dei contratti incompleti nel mercato del lavoro e del credito, che abbiamo studiato in questo testo.

Un terzo grande contributo alla scienza economica a metà del secolo scorso è stato quello del matematico John Nash. Basandosi sulle idee di John von Neumann e Oskar Morgenstern, Nash diede inizio allo sviluppo della teoria dei giochi come modello per comprendere l’interazione strategica tra individui in campo economico e politico. Il suo lavoro ci ha fornito nuove lenti per guardare alla realtà economica. Secondo Nash, in molte situazioni le persone, invece di limitarsi a rispondere ai segnali di prezzo prenendo il contesto per dato, agiscono tenendo conto delle risposte degli altri alle loro azioni. La nozione di equilibrio di Nash, in quanto individua l’esito dell’azione congiunta di un gran numero di individui che ricercano la soluzione ottimale date le risposte strategiche degli altri, consente di studiare molte situazioni che osserviamo nell’economia reale.

Abbiamo imparato molto da questi tre grandi pensatori. Ma, come vi sarete resi conto leggendo questo testo, non abbiamo assunto per intero il pensiero di nessuno di essi. Avete visto modelli e dati che mettono in discussione l’ottimismo di Keynes sulla capacità delle politiche di domanda messe in campo dal governo di eliminare la disoccupazione involontaria nel lungo periodo. D’altra parte, l’analisi dei fallimenti del mercato e dell’instabilità economica ci porta a rifiutare la tesi di von Hayek che il governo dovrebbe limitarsi a garantire l’esercizio dei diritti di proprietà e il rispetto delle regole che garantiscono il funzionamento del mercato. Infine, la predizione, tipica dei modelli di interazione ispirati dalle teorie di Nash, che gli individui siano in grado di calcolare correttamente le complesse conseguenze delle loro azioni ma non riescano a cooperare tra loro e coordinarsi per risolvere i dilemmi sociali è stata messa in discussione dalla moderna economia comportamentale e sperimentale e dagli studi delle scienze cognitive.

Ciò nonostante, i contributi di Keynes, von Hayek e Nash, relativi alla domanda aggregata, all’economia dell’informazione e alla teoria dei giochi, sono diventati il fondamento della moderna teoria economica. Prima della fine del ventesimo secolo, queste tre innovazioni erano diventate il contenuto standard dei corsi post-laurea di economia. Esempi a questo riguardo sono testi come Microeconomic Theory di Andreu Mas-Colell, Michael Whinston, and Jerry Green, o Advanced Macroeconomics di David Romer.

Diversamente dalla teoria della domanda aggregata, che era stata inserita immediatamente tra i temi introduttivi nei corsi base di economia, l’informazione asimmetrica e la teoria dei giochi nel migliore dei casi venivano trattati solo alla fine di tali corsi. Comprensibilmente, gli studenti erano portati a considerare tali temi come estensioni dei modelli standard di Alfred Marshall o Leon Walras. Ma questa idea è fuorviante. Si tratta infatti di teorie che mettono in discussione due tesi portanti del modello standard: quella che la norma sia il comportamento price-taking proprio del mercato concorrenziale e quella che i contratti siano completi perché l’informazione è completa.

Molti dei vostri colleghi studenti che hanno appreso l’economia sui testi introduttivi standard non sono consapevoli di questo, perché nessuno glielo ha mai detto chiaramente.

Così come Samuelson aveva reso popolare il concetto di domanda aggregata trattandolo in un testo introduttivo, il CORE ha inserito tra i concetti fondamentali del paradigma economico da trasmettere agli studenti i problemi di informazione e le interazioni strategiche (un paradigma scientifico è un insieme di concetti che stanno a fondamento del modo in cui una comunità scientifica comprende il mondo e che sono incorporati nei testi introduttivi in quel campo di studi; i precedenti paradigmi sono ben esemplificati dai contenuti dei testi di Mill, Marshall e Samuelson).

Abbiamo integrato anche altri contributi recenti della disciplina economica, dai campi dell’economia sperimentale, della dinamica economica, dell’economia delle istituzioni. Nella tabella che segue abbiamo posto a confronto il paradigma samuelsoniano (ancora alla base della maggior parte dei testi introduttivi di economia) con quello che avete studiato in questo libro. A sinistra abbiamo individuato il modello walrasiano di base, codificato da Samuelson, rispetto al quale molti casi economici reali sono presentati come “deviazioni”: l’esempio più ovvio è l’idea che il caso standard sia il mercato concorrenziale dove gli agenti sono price-taker, rispetto al quale la concorrenza monopolistica è vista come un’estensione.

Argomenti Il paradigma di Samuelson nei testi introduttivi di economia L’economia contemporanea e il testo CORE (i numeri si riferiscono ai capitoli)
Gli individui sono lungimiranti e auto-interessati soffrono di limiti cognitivi (per esempio, mancanza di autodisciplina) e motivazioni non riconducibili all’interesse individuale, come il rispetto di norme di equità e reciprocità (4, 13)
Interazioni tra agenti price-taker in mercati concorrenziali in molti casi prevedono la possibilità di fissare prezzi, salari e tassi di interesse, interazione strategica e non di mercato (6, 7, 9, 10, 11)
Informazione completa solitamente incompleta, asimmetrica e non verificabile (6, 9, 10–12)
Contratti completi, il loro adempimento è garantito senza costi sono incompleti con riguardo allo sforzo e alla diligenza nei mercati del lavoro e del credito, e per la presenza di effetti esterni in altri casi, come il traffico o la conoscenza (6, 9, 10, 12)
Istituzioni sono rappresentate dai mercati, dalla proprietà privata e dal governo includono le regole informali (norme), le imprese, i sindacati e le banche (5–7, 9–11)
Storia per lo più ignorata utile fonte di dati su regole del gioco alternative e sui processi di cambiamento
Differenze tra individui nelle preferenze e nei vincoli di bilancio includono la presenza di rapporti asimmetrici, ad esempio tra lavoratori e datori di lavoro o tra creditori e debitori (6, 9, 10, 12)
Potere potere di mercato e potere politico conta anche il potere di un principale sull’agente, ad esempio nel caso dei rapporti di lavoro e di credito (5, 6, 9, 10, 12)
Rendite economiche sono fonte di inefficienza sono connaturate a qualsiasi economia di mercato ben funzionante, creano incentivi a innovare e a impegnarsi (2, 6–12)
Stabilità e instabilità l’economia tende a stabilizzarsi da sola stabilità e instabilità sono entrambe caratteristiche dell’economia (11, 13–15)
Criteri di valutazione limitati alla considerazione dei mutui vantaggi non sfruttati (inefficienza paretiana) includono l’equità (4, 5)

Tabella A Un confronto tra il paradigma samuelsoniano e il testo CORE.

La colonna a destra fornisce una visione molto diversa dell’economia, per esempio con riguardo alla concorrenza. Von Hayek ha sottolineato come assumere uno stato di equilibrio tra individui price-taker esclude qualsiasi possibilità di analizzare seriamente il processo concorrenziale, che egli, sulla scorsa di Samuel Johnson, definì come “l’azione tesa ad acquisire un guadagno che qualcun altro sta contemporaneamente cercando di ottenere”. Così continua:

Ora, quanti tra gli strumenti adottati nella vita ordinaria a questo fine sarebbero accessibili a un venditore in un mercato caratterizzato dalla cosiddetta “concorrenza perfetta”? Credo che la risposta sia: nessuno. Pubblicità, sconti sui prezzi, miglioramenti (“differenziazione”) dei beni e servizi prodotti restano tutti fuori da questa definizione: concorrenza “perfetta” significa assenza di ogni attività concorrenziale.

Per studiare i processi concorrenziali il testo CORE ha sostituito il passivo price-taker dell’equilibrio di concorrenza perfetta con il “concorrente perfetto”. Questi opera attivamente per sfruttare tutta l’informazione disponibile (necessariamente incompleta) al fine di appropriarsi delle rendite presenti quando l’economia non è in equilibrio. Sotto certe condizioni, questa attività alimenta una dinamica che spinge verso un equilibrio Pareto-efficiente, anche quando vi sono impedimenti alla concorrenza.

Non è solo questione di preferenze per un approccio o l’altro. Si tratta di concetti essenziali se vogliamo rispondere alle domande che secondo gli studenti di tutto il mondo dovrebbero essere l’oggetto della scienza economica.

Figura A La nuvola di parole riportata nella Prefazione, costruita sulla base delle risposte degli studenti della Università Humboldt di Berlino, è tipica. Oltre al tema della diseguaglianza, simili indagini effettuate in molte università del mondo hanno indicato un interesse per l’innovazione, i problemi ambientali, la disoccupazione e l’instabilità.

La colonna a sinistra nella tabella che segue mostra alcuni dei problemi dei quali secondo gli studenti intervistati l’economia dovrebbe occuparsi; a destra abbiamo indicato i concetti economici necessari per comprendere e affrontare tali problemi.

Problemi Concetti essenziali
Creazione di ricchezza, innovazione e crescita Rendite (schumpeteriane) da innovazione, disequilibrio
Sostenibilità ambientale Interazioni sociali non di mercato, preferenze altruistiche
Diseguaglianza Rendite, forza contrattuale, istituzioni, equità
Disoccupazione e ciclo economico Contratti incompleti nei mercati del lavoro e del credito
Instabilità I prezzi come segnali e la dinamica della fissazione dei prezzi

Tabella B I problemi importanti di cui la scienza economica dovrebbe occuparsi secondo gli studenti intervistati.

Si tratta di un progetto in corso d’opera. Il paradigma emergente adottato in questo testo non è stato ancora sviluppato in pieno, e non ha la semplicità del modello walrasiano. Ma per creare il paradigma samuelsoniano l’insegnamento economico ha dovuto operare delle semplificazioni che spesso sono in tale contrasto con il mondo reale da rendere inadeguato il modello interpretativo.

Per esempio, è tipico assumere che l’informazione sia completa e, quale corollario, che anche i contratti siano completi. Un altro economista operante nella prima metà del XX secolo, Abba Lerner, ha spiegato in questo modo il successo del modello walrasiano:

Una transazione economica è un problema politico risolto (…) L’economia ha guadagnato il titolo di regina delle scienze sociali scegliendo quale oggetto di studio problemi politici risolti.

Intendeva dire che il conflitto di interessi che esiste in ogni transazione trova una facile soluzione in un contratto il cui adempimento è garantito dal sistema giudiziario, non dalle parti contraenti:

la soluzione è essenzialmente quella di trasformare in una transazione economica il conflitto insito in ogni problema politico.

In un mondo che funziona secondo le previsioni del modello walrasiano, sulla base di contratti completi, non c’è spazio per la politica: se il contratto fosse realmente completo non ci sarebbe nessuno spazio per l’esercizio del potere. Se il lavoratore non lavorasse con l’impegno richiesto dal contratto, sarebbe inadempiente e si potrebbe semplicemente evitare di pagarlo; non ci sarebbe necessità per il datore di lavoro di esercitare alcun potere sul dipendente, per esempio attraverso la minaccia di licenziamento. Il contratto sarebbe sufficiente a garantire l’esito che consente all’impresa di ottenere un profitto. Questa caratteristica del modello walrasiano è ciò che ha motiva l’affermazione di Samuelson che

In un mercato perfettamente concorrenziale, non importa realmente chi assume chi, potrebbe benissimo essere il lavoro ad assumere il capitale.

L’ipotesi di contratti di lavoro completi significa anche che il datore di lavoro non ha nessuna necessità di preoccuparsi delle preferenze del potenziale dipendente, per esempio della dedizione di questi al lavoro (o del fatto che il dipendente abbia l’abitudine di chattare sullo smartphone ogni qualvolta se ne presenti l’occasione). Una conseguenza di questa e altre assunzioni del modello walrasiano incorporato nel paradigma samuelsoniano è che la “regina delle scienze sociali” può permettersi di regnare in perfetta solitudine. L’economia ha potuto a lungo ignorare una serie di intuizioni sviluppate nell’ambito delle altre discipline sociali:

Il testo CORE ha tenuto conto (e continuerà a tenere conto) di queste e altre intuizioni provenienti dalle altre discipline per comprendere come sono determinati i prezzi, i salari, i tassi di interesse, come funziona l’economia nell’aggregato, e tante altre questioni economiche fondamenteli. Invece di esaminare l’attività economica attraverso le lenti di un unico modello, caratterizzato da mercati concorrenziali e contratti completi, con il testo CORE vi abbiamo incoraggiati a vedere l’economia nel modo in cui la vede la ricerca economica, cioè come una combinazione di istituzioni e comportamenti che possono essere compresi scegliendo tra modelli corroborati dai dati.

Continuando a studiare l’economia, capirete sempre meglio questo paradigma e il modo in cui differisce dal paradigma samuelsoniano o da altri paradigmi. Sarete in grado di applicare i concetti, i fatti e le competenze che avete acquisito e, alla fine, scoprirete in che modo l’economia continua a cambiare in risposta a un mondo che cambia, e come tale comprensione determina le politiche che possono cambiare il mondo.